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Vigevano
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mwngVigevano (mwnwIPA: [viˈʤevano] o [viˈʤɛvano],cite-ref-5[5]cite-ref-6[6] mwqgAvgevan in dialetto vigevanesecite-ref-7[7]) è un mwrwcomune italiano di mwsa63 551 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della provincia di Pavia in mwtqLombardia.

Centro industriale di rilievo nazionale, Vigevano è nota per essere stata a lungo uno dei principali centri di produzione di mwtwscarpe nel mondo. Nel 1866 vi sorse il primo calzaturificio a modello industrialecite-ref-8[8], aprendo una stagione che nel secolo successivo avrebbe portato il capoluogo lomellino a produrre decine di milioni di scarpe esportate in tutto il mondo, guadagnandosi l'appellativo di "capitale della scarpa". Ancora oggi il mwvaMuseo internazionale della calzatura, ospitato nei locali del mwvqCastello Sforzesco, conserva le testimonianze di un periodo cruciale della storia industriale italiana. Il comune è il secondo della provincia per numero di abitanti, dopo il mwvgcapoluogo, e primo per superficie, compreso interamente nel mwvwparco naturale lombardo della Valle del Ticino.

Ha a lungo goduto di diverse autonomie nel corso della sua storia, già libero comune federato nella mwwqseconda Lega Lombardacite-ref-ricerca-gelocal-it-9-0[9] e capoluogo del mwxgVigevanasco, oltre che mwxwsede vescovile. È stata inoltre la prima città lombarda ad aver ottenuto in epoca moderna il mwyatitolo di città.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Altro
Eventi
Stampa
Teatro
Cucina
Musei
Cinema
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Vigevano si trova nella mwzqLomellina nord-orientale, sulla sponda destra del mwzgfiume Ticino, che lo separa dalla mwzwcittà metropolitana di Milano. Il paesaggio, trovandosi Vigevano all'interno della mwaaPianura Padana, è pianeggiante.

Clima

Vigevano presenta un mwawclima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto calda (classificazione Köppen-Geiger Cfacite-ref-10[10]) tipico della pianura Padana. Gli inverni sono umidi e freddi (media 3,1mwca °C), ed estati assai calde e parimenti umide (media 21,7mwcq °C). Le precipitazioni raggiungono il picco massimo nel mese di ottobre (122mwcg mm) e il picco minimo nel mese di luglio (58mwcw mm), totalizzando un dato annuo di 1003mwda mm.cite-ref-11[11]

| Mese | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 5,5 | 8,4 | 13,1 | 17,5 | 22,0 | 25,8 | 28,7 | 27,7 | 24,1 | 17,8 | 11,2 | 6,5 | 6,8 | 17,5 | 27,4 | 17,7 | 17,4 |
| T. media ( °C ) | 1,9 | 4,2 | 8,2 | 12,2 | 16,6 | 20,2 | 22,8 | 22,1 | 18,8 | 13,1 | 7,4 | 3,1 | 3,1 | 12,3 | 21,7 | 13,1 | 12,5 |
| T. min. media ( °C ) | −1,6 | 0,1 | 3,4 | 7,0 | 11,3 | 14,7 | 17,0 | 16,6 | 13,5 | 8,5 | 3,7 | −0,3 | −0,6 | 7,2 | 16,1 | 8,6 | 7,8 |
| Precipitazioni ( mm ) | 59 | 69 | 87 | 94 | 100 | 81 | 58 | 83 | 78 | 122 | 108 | 64 | 192 | 281 | 222 | 308 | 1 003 |

Storia

Le origini

Il territorio del comune di Vigevano fu popolato fin dall'età mwfwpreromana, come testimoniano i numerosi rinvenimenti archeologici scoperti in varie aree del territorio comunale, e in particolar modo presso la mwgaSforzescacite-ref-12[12]. Per quanto nel Novecento fu rinvenuto un breve tratto (purtroppo non ben indagato) di strada, forse di età romana, nel centro storico cittadinocite-ref-13[13], non esistono prove che documentino l'esistenza di un insediamento in età romana. Il primo documento che prova con certezza l'esistenza di un castrum (insediamento fortificato) a Vigevano risale al 963cite-ref-14[14], si trattava di un recinto fortificato posto nel punto più elevato, all'interno del quale potevano, nei momenti di pericolo, rifugiarsi gli abitanti dei dintornicite-ref-academia-edu-15-0[15].

Nel XII secolo le fortificazioni precarie furono sostituite da strutture più solide e l'insediamento crebbe, all'interno dell'area fortificata, ora difesa anche da un fossato; sorsero così numerose case e magazzini. Tuttavia, l'insediamento fu a lungo conteso tra mwkgPavia e mwkwMilano e, soprattutto nel Duecento, fu più volte saccheggiato, distrutto e ricostruitocite-ref-academia-edu-15-1[15]. Vigevano fu concessa a mwmaPavia dal mwmqBarbarossa nel 1154, conquistata dai milanesi nel 1157, per poi tornare sotto il controllo di mwmgPavia. Nel 1197 Vigevano fu elevata al rango di borgo della città di mwmwPavia e, in quell'occasione, fu costruita nel castello un'alta torrecite-ref-16[16].

Fu assediata e conquistata dai mwoqmilanesi nel 1201 e nel 1212, tuttavia rimase parte del distretto pavese fino agli anni '50 del Duecento, quando divenne stabile possesso milanesecite-ref-treccani-it-17-0[17].

È in questo periodo, nel 1227, che come libero comune aderì alla mwpwseconda Lega Lombardacite-ref-ricerca-gelocal-it-9-1[9], dalla quale si distaccò nel 1237, quando l'esercito di mwraFederico II sconfisse le forze della lega nella mwrqbattaglia di Cortenuova, e Vigevano si riavvicinò all'imperatorecite-ref-18[18].

In seguito, con l'avvento delle mwswsignorie, le condizioni migliorarono; tra il XIV e il XV secolo il borgo divenne feudo dapprima dei mwtaDella Torre, poi dei mwtqVisconti e infine, tra il 1450 e 1535, degli mwtgSforza.

I Visconti e gli Sforza

Durante il periodo sforzesco Vigevano raggiunse il suo periodo di massimo splendore, divenendo una delle residenze ducali e centro manifatturiero di notevole importanza per la lavorazione dei panni di lana e di linocite-ref-rmoa-unina-it-19-0[19].

Nel XIV secolo il borgo migliorò le sue condizioni, soprattutto in virtù degli importanti mutamenti urbanistici introdotti dai Visconti che culminarono nella costruzione dei mwwgterraggi (per agevolare il lavoro all'esterno), della rocca (per proteggere il borgo) e nel potenziamento del mwwwcastello (con l'erezione delle mura). Durante il governo di Luchino Visconti venne costruita la possente Strada Coperta (1347) che collegava il Castello alla Rocca scavalcando le case del borgo.

Gli interventi viscontei non si limitarono alle fortificazioni, un grande ponte in legno fu gettato sul Ticino dai mwxqVisconti nei primi anni del XIV secolo, ma esso fu incendiato dalla flotta mwxgpavese nel 1315cite-ref-20[20]. Un nuovo ponte fu fatto realizzare da mwywLuchino Visconti, ma fu nuovamente distrutto dai pavesi nel 1356cite-ref-21[21] e mai più ricostruito.

L'ultimo dei Visconti, mw0qFilippo Maria, morì nel 1447 senza lasciare eredi: a Milano si proclamò così l'mw0gAurea Repubblica Ambrosiana, a cui Vigevano aderì. Quando mw0wFrancesco Sforza tentò di impossessarsi del potere, Vigevano si ribellò e nell'aprile del 1449 espulse il podestà e il comandante del presidio proclamandosi libero comune, alleandosi con Milano. Le truppe sforzesche posero l'assedio alla città per circa venti giorni, portando numerosi assalti contro i lomellini asserragliati tra le mura del castello. L'impegno del popolo vigevanese, guidato dall'eroina mw1aCamilla Rodolfi, non fu però sufficiente: il 6 giugno la città si arrese, riuscendo comunque a ottenere una serie di privilegi commerciali e amministrativicite-ref-22[22]. Conquistato il potere, mw2qFrancesco Sforza pensò di realizzare a Vigevano una grande azienda agricola, tuttavia le condizioni delle finanze ducali, ancora prostrate dalle spesi militari, non consentirono al primo mw2gSforza di mettere in atto il suo progettocite-ref-rmoa-unina-it-19-1[19].

Dopo la morte di mw4aGaleazzo Maria Sforza, ricordato a Vigevano per aver realizzato alcune scuderie nel castello e allevamenti di cani da caccia, gli succedette il giovane figlio mw4qGian Galeazzo Maria. Fu allora che mw4gLudovico il Moro, fratello di Galeazzo, tentò di impadronirsi del potere assumendo la mw4wreggenza nel 1480 e divenendo poi duca di Milano nel 1494.

La presenza degli mw5qSforza a Vigevano fu sporadica e occasionale fino al 1485. Nonostante la grande attrattiva del luogo la città non offriva strutture adeguate alla vita di corte. Il castello trecentesco, nonostante i primi interventi edilizi sforzeschi, era ancora piccolo, privo di locali adatti alla magnificenza cortigiana e poco confortevole. Gli ospiti forestieri venivano spesso portati a Vigevano, ma non sempre c’era il modo di alloggiarli decorosamente. Ancora nel 1490 la sede vigevanese non era ritenuta adeguata a ricevere ospiti importanti. Non a caso, i ricevimenti degli ambasciatori veneziani, solo per citare un caso, che esigevano un protocollo molto ricercato e pomposo, avvenivano a mw5gPavia dove molti nobili avevano palazzi magnificenti e adatti ad alloggiare i seguiti degli ospiti, mentre a Vigevano le case dei nobili non erano abbastanza lussuose e l’unica soluzione praticabile era di sfrattare temporaneamente dai loro appartamenti i cortigiani e i membri di casa Sforza per far posto ai nuovi venuticite-ref-rmoa-unina-it-19-2[19].

Negli anni’90 del Quattrocento le cose cambiarono e i soggiorni a Vigevano del duca mw7aGiangaleazzo e di mw7qLudovico il Moro (e in seguito delle rispettive consorti mw7gIsabella d’Aragona e mw7wBeatrice d’Este) si fecero più frequenti, mentre diminuì la presenza dei signori a mw8aMilano e a mw8qPavia se non per le solennità ufficiali e per le convocazioni dei consigli e le udienze generalicite-ref-rmoa-unina-it-19-3[19].

Il Moro si occupò di abbellire Vigevano avviando dapprima la bonifica del territorio, migliorando il sistema di irrigazione a beneficio dell'agricoltura e costruendo la grande fattoria modello denominata mw9wSforzesca, a sud della città. In seguito fece ampliare il castello costruendo nuove scuderie e nuovi edifici quali la Loggia delle Dame, la Falconiera e la Torre, a opera di mw-aDonato Bramante; contemporaneamente avviò la costruzione della grandiosa mw-qpiazza Ducale, terminata nel 1494.

Dopo il 1500

Nel 1500, con la sconfitta del Moro, catturato dai francesi a mwaquNovara, per Vigevano si chiuse il breve periodo aureo del rinnovamento urbanistico. Seguirono anni di difficoltà con guerre e occupazioni straniere, controbilanciate solo in parte da una rinnovata e consolidata autodeterminazione amministrativa. Nel marzo 1530 mwaqyFrancesco II Sforza, ultimo Duca di Milano, ottenne infatti da mwaqcPapa Clemente VII l'erezione di Vigevano al rango di mwaqgcittà e mwaqksede vescovile, e nel 1532 a capoluogo del mwaqoVigevanasco, entità amministrativa autonoma che per due secoli avrebbe riunito un'importante fetta di territorio nella Lomellina settentrionale, con alcuni dei suoi centri più importanti come mwaqsGambolò e mwaqwRobbio, oltre naturalmente al capoluogo Vigevano. Alla sua morte la città cadde però sotto un lungo e difficile dominio spagnolo, attraversando un XVII secolo segnato da carestie, epidemie di peste e assedi. Nel 1645 Vigevano fu occupata dall'esercito di mwaq0Tommaso di Savoia e nel 1658 fu conquistata dai francesicite-ref-treccani-it-17-1[17]. Nel 1696 a Vigevano i delegati di mwariAustria, mwarmFrancia, mwarqInghilterra e del mwaruDuca di Savoia stabilirono un accordo che poneva fine alla mwaryguerra della Grande Alleanza e fissava le premesse per la successiva mwarcpace di Rijswijkcite-ref-treccani-it-17-2[17]. Dopo una breve dominazione austriaca, nel 1745 la città entrò a far parte del mwarwRegno di Sardegna; sotto il dominio sabaudo l'industria e il commercio rifiorirono e il 6 marzo 1750 la città diviene a tutti gli effetti capoluogo della mwar0Provincia di Vigevano, con la nomina del primo Intendente, la massima carica all'interno delle province sabaude. Dopo la parentesi della dominazione napoleonica nel 1814 la città torna ai mwar4Savoia.

Il 9 agosto 1848, nel corso della mwasaPrima guerra di indipendenza italiana, presso l'attuale vescovado venne firmato l'armistizio di mwaseSalasco che prevedeva una tregua di sei settimane, tra mwasiAustria e mwasmPiemonte; in seguito, il 21 marzo 1849 venne combattuta la mwasqbattaglia della Sforzesca in cui i piemontesi ebbero la meglio sugli austriaci.

Con il mwasydecreto Rattazzi del 1859 Vigevano e la Lomellina diventano definitivamente territorio della mwascProvincia di Pavia, concludendo una plurisecolare autonomia solo in parte mantenuta fino al 1926 attraverso il mwasgCircondario della Lomellina, il cui capoluogo era però mwaskMortara, a dispetto del primato storico, economico e religioso di Vigevano. Da allora, nonostante la volontà di alcuni singoli esponenti politici, la necessità di una nuova autodeterminazione della città e del territorio scompaiono dal dibattito pubblico locale. Unica eccezione, in ottica però di riorganizzazione amministrativa e non di autonomia, la parentesi negli anni 2010 finalizzata al passaggio del solo comune di Vigevano dalla provincia di Pavia alla confinante mwasocittà metropolitana di Milanocite-ref-23[23]cite-ref-24[24], congelata in ultima istanza dalla mwatmRegione e dalla stessa Città metropolitana.cite-ref-25[25]

L'industrializzazione

Nel 1846 nasce a Vigevano il primo mwatobirrificio Peroni a opera del suo fondatore, Francesco.

Nel 1854 viene inaugurata la mwatwlinea ferroviaria Vigevano-Mortara e nel 1870 il prolungamento fino a Milano.

Nel 1866 sorse a Vigevano, città da sempre vocata alla mwat4manifattura, il primo mwat8calzaturificio italiano (Luigi Bocca); in circa 40 anni i laboratori diventarono 36 e quasi mwaua10 000 le persone occupate nel settore (molte delle quali lavoranti a domicilio); nel 1937 si contavano 873 aziende con 13.000 dipendenti fino ad arrivare a 900 aziende con quasi mwaue20 009 addetti nel 1965. Parallelamente all'industria calzaturiera, di cui Vigevano fu uno dei principali centri a livello internazionale, si diffuse anche l'mwauiindustria tessile per la lavorazione della mwaumseta e del mwauqcotone.

Nel mwauysecondo dopoguerra il settore tessile si ridimensionò fortemente, così come quello calzaturiero, che, dopo il mwaucboom degli anni cinquanta e sessanta, iniziò un drastico declino, compensato solo in parte dallo sviluppo dell'mwaugindustria metalmeccanica finalizzata a produrre macchinari per la lavorazione delle calzature, che resiste nonostante la forte concorrenza dei paesi emergenti. Il settore calzaturiero è ancora presente e Vigevano, insieme a mwaukParabiago (mwauoMI), rimane uno dei più importanti centri di produzione di calzature nel Nord Italia, tuttavia in una forma molto minore rispetto al passato.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 9 gennaio 2001.cite-ref-26[26]

«Di rosso, al

castello

d'argento, murato di nero,

merlato alla ghibellina

, con una sola torre, alta e larga, posta a destra a filo del corpo del castello, merlata di tre, finestrata del campo con tre finestre, poste due, una, esso castello con il fastigio merlato di cinque, aperto del campo, accompagnato dallo

scudetto

d'oro, caricato dall'

aquila

di nero, coronata dello stesso, esso scudetto sormontante i merli terzo, quarto e quinto del fastigio. Lo scudo è sormontato dalla corona speciale d'oro, formata dal cerchio brunito, gemmato, cordonato ai margini, cimato da otto rose araldiche, d'oro, sostenute da punte, cinque visibili.»

Il gonfalone è un drappo di bianco bordato di rosso. La bandiera è costituita da un drappo di bianco bordato di rosso caricato dello stemma comunale.

Onorificenze

Grande medaglia di bronzo di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)

«Al Comune di Vigevano»


Regio Decreto 5 giugno 1910

Titolo di Città

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose
Architetture civili

Palazzo Sanseverino

Situato a ovest del centro storico, in fondo al corso della Repubblica che si diparte dall'ingresso mwabeneogotico del castello. Il complesso si presenta fortemente alterato nelle facciate esterne, tanto che non se ne riconoscono le origini rinascimentali e si fatica a coglierne l'aspetto monumentale conservato invece nel cortile interno caratterizzato sul lato nord da un ampio porticato e un loggiato aereo sorretto da mensole in granito sugli altri lati. In origine gli accessi erano due, uno verso la campagna a ovest e un altro verso la città a est, mentre l'attuale ingresso era occupato da uno scalone; un ulteriore passaggio posto sul lato nord conduceva al giardino dove si trovava una scuderia.
Costruito nel 1492 sotto la direzione di Sebastiano Altavilla di Alba come abitazione di Galeazzo Sanseverino comandante la guarnigione sforzesca e sposo di una figlia naturale di mwabmLudovico il Moro, nel 1496 viene trasformato dal Moro in fortezza, con la costruzione di una cinta muraria con quattro torri tonde e un fossato a circuito del palazzo e del suo giardino, che viene quindi chiamata "Rocca Nuova" in contrapposizione alla rocca edificata da mwabqLuchino Visconti, situata a est dell'abitato che viene così denominata "Rocca Vecchia". All'inizio del Cinquecento, sotto il marchesato di mwabuGiangiacomo Trivulzio, si rinforzano gli accessi con la costruzione dei mwabyrivellini. Nel 1535, poco prima della sua morte, il Duca mwabcFrancesco II Sforza fa costruire il porticato con il piano sovrastante e decorare i prospetti sulla corte. Nel 1543, per volontà di mwabgAlfonso D'Avalos viene realizzato un terrapieno di difesa esterna che comporta la demolizione di 42 case, soprattutto verso il castello. Nel 1646, dopo la conquista francese dell'anno prima, la rocca viene presa dagli spagnoli che ne demoliscono le strutture difensive. Si salva dalla distruzione il palazzo e parte della muratura edificata da Ludovico il Moro sul lato ovest, di tale muratura ne rimane un ampio tratto con l'originale accesso verso la campagna. Nel 1655 Giovanna Eustachia della Santa Croce riceve in dono dal Re di Spagna il palazzo e le macerie delle fortificazioni, che vengono vendute, quindi trasforma l'edificio in un monastero dedicato a S. Chiara con la costruzione di una chiesa addossata al lato sud e consacrata nel 1680, sul sito dell'attuale strada.
Nel 1805 il monastero viene soppresso quindi il palazzo viene lottizzato e acquistato da privati che lo trasformano in abitazioni, demoliscono la chiesa e realizzano a loro spese l'attuale strada. Con la costruzione della strada odierna gli ingressi originali vengono chiusi e si realizza quello attuale con la ricostruzione della parte su cui addossava la chiesa e il rimaneggiamento della facciata della parte sud-ovest che viene occupata dall'albergo "della Corona". Verso la fine dell'Ottocento vengono costruiti i due edifici situati tra il palazzo e la superstite muratura della rocca, edifici che fino a pochi decenni fa, insieme a parte del palazzo, hanno ospitato l'albergo "dei Tre Re". Nel 1937 viene ristrutturata la parte sud-est del corpo su strada con il rifacimento della facciata nella forma attuale. Parte delle mura superstiti della rocca voluta dal Moro vengono ulteriormente demolite con la costruzione di un edificio negli anni sessanta.

Palazzo Crespi

Eretto nel 1893 da Giuseppe Crespi, fondatore dell'omonimo cotonificio, fu acquistato dai signori Gagliardone e poi dai Biffignandi; successivamente venne ceduto al mwacaP.N.F. come mwaceCasa del Fascio. Nel secondo dopoguerra passò al Comune che, dal 1966, vi ospita la Biblioteca, intitolata nel 1983 allo scrittore vigevanese mwaciLucio Mastronardi. I Musei Civici, che comprendono la Pinacoteca Civica e il mwacmMuseo della Calzatura, prima situati presso questo Palazzo, sono stati trasferiti dal 2009 presso il mwacqCastello Sforzesco.
Le facciate mostrano paraste e tamponamenti a bugnato liscio al primo piano, mentre i piani superiori restano decorati con le sole paraste; le finestre sono incorniciate con timpano a motivi geometrici e si alternano a balconate in pietra con pilastrini al primo piano e in ferro battuto decorato al secondo piano. All'interno lo scalone d'onore si articola in quattro rampe ad andamento ottagonale con gradini in marmo. Alcune delle sale conservano affreschi ai soffitti con temi decorativi e figurativi in stile mwacyliberty. Adiacente al palazzo, un giardino cintato conserva antichi alberi ad alto fusto.

Palazzo Saporiti

Sito in via Cairoli 27, fu costruito nel 1846 con i lasciti del Marchese Marcello Saporiti. Dopo aver ospitato il Collegio Nazionale e il Convitto Saporiti, dal 1887 è sede del mwac0Liceo Benedetto Cairoli.

Palazzo Civico

Palazzo Roncalli

Casa Crespi

Villa Crespi

Villa Merlo

Palazzo Locatelli

Architetture militari

Castello Sforzesco

Il castello è in realtà un complesso di edifici il cui perimetro si estende su un'area di oltre due ettari, nel punto più alto della città. Gli edifici sono tutti legati tra di loro e appaiono come una struttura unica con molte articolazioni.

Il nucleo iniziale risale al X secolo, ma inizia ad assumere l'aspetto attuale nel 1341, con la cosiddetta mwae0rocca vecchia. Dal 1466 si succedono vari interventi che trasformano il castello nella residenza dei duchi Sforza. Altre consistenti modifiche si hanno a partire dalla prima metà dell'Ottocento, per adeguare il castello a esigenze militari.

L'uso militare venne abbandonato sul finire degli anni '60 del Novecento; nel 1980, dopo un decennio di abbandono, iniziano i lavori di restauro e recupero del grande complesso di edifici.

Attualmente è sede museale.

Altro

Piazza Ducale

La Piazza Ducale di Vigevano, nel cuore della città, è una delle più famose piazze d'Italia. Venne costruita per volere di mwafcLudovico il Moro su disegno di mwafgLeonardo Da Vinci in soli due anni, tra il 1492 e il 1494 come anticamera del mwafkcastello divenuto residenza ducale.
Si presenta a pianta rettangolare di 138 metri per 46, con orientamento prevalente nord-ovest/sud-est; è racchiusa su tre lati da edifici porticati omogenei e sul quarto lato dalla facciata della cattedrale. All'angolo sud-ovest si trova la rampa che conduce al cortile del castello passando sotto la mwafstorre del Bramante. L'aspetto attuale della piazza è dovuto in buona parte agli interventi del 1680, compiuti dal Vescovo mwafwCaramuel e da opere successive.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-28[28]

Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti a Vigevano con regolare permesso di soggiorno erano mwago10 219 pari a circa il 16,3% della popolazione. Le nazionalità più rappresentate erano:cite-ref-stranieri-29-0[29]

1. Egitto, 2 434
2. Romania, 1 190
3. Albania, 794
4. Marocco, 639
5. Perù, 629
6. Cina, 455
7. Filippine 421
8. Ucraina, 388
9. Tunisia, 353
10. Ecuador, 325

Cultura

Scuole (Secondarie di secondo grado)

• mwahqLiceo Benedetto Cairoli: Liceo Classico; Liceo Scientifico; Liceo delle scienze umane e Liceo Linguistico.
• Istituto Caramuel: Liceo Scientifico delle Scienze Applicate; Chimica; Elettronica; Informatica; Meccanica.
• Istituti Paritari Leonardo Da Vinci: Liceo Linguistico; Liceo Scientifico sportivo; Amministrazione finanza marketing; Costruzioni ambiente e territorio.
• Istituto Paritario San Giuseppe: Liceo delle scienze umane.
• Istituto Tecnico Casale: Amministrazione, Finanza e Marketing; Costruzioni, Ambiente e Territorio; Bioarchitettura & Design; Sistema Moda; Turismo.
• Istituto Castoldi: Servizi commerciali; Operatore ai servizi di promozione e accoglienza turistica.
• Istituto Roncalli: Manutenzione e assistenza tecnica; Operatore elettrico fotovoltaico.

Eventi

• Stracittadina Scarpa d'oro (terza domenica di marzo)
• Palio dei Fanciulli (seconda domenica di maggio)
• Estate in Castello (rassegna di eventi durante il periodo estivo)
• Festa di San Bernardo, con rogo del diavolo (primo fine settimana di settembre)
• Palio delle Contrade (seconda domenica di ottobre)
• Natale sotto la Torre (rassegna di eventi durante le festività di fine anno)

Stampa

A Vigevano ha sede mwaiuL'Informatore Vigevanese, il quotidiano locale cittadino disponibile in edicola ogni Giovedì.

Televisione

L'Emittente mwaigMilano Pavia TV ha sede presso il capoluogo lomellino.

Teatro

Da segnalare anche il mwai8Teatro Cagnoni, inaugurato nel 1873, sede ogni anno di una stagione teatrale ricca di eventi e manifestazioni.

Cucina

Tra le svariate proposte di piatti e delizie gastronomiche che impreziosiscono Vigevano e la mwajiLomellina, spiccano insaccati, formaggi e i piatti a base di mwajmriso, questi ultimi presenti in tutti i tipi di portate, dagli antipasti ai dolci.

Il Dolceriso del Moro

A Vigevano viene prodotto un dolce tipico chiamato mwajcDolceriso del Moro, che si dice sia stato sfornato per la prima volta nelle cucine del Castello Sforzesco della città nella primavera del 1491, quando la duchessa mwajgBeatrice d'Este, la giovane moglie del duca mwajkLudovico Sforza, detto il Moro, creò un dolce speciale da offrire al "signor suo consorte" e agli ospiti che qui trascorrevano "tutto il die et persino a mezza nocte passata in zoghi e feste". Il dolce, vera espressione rinascimentale, è legato al territorio, perché ripieno di quel riso (che gli dà il nome) la cui coltivazione si andava affermando nelle terre del Vigevanasco, e ricercato, perché profumato dall'acqua di rose e ricco di cedri canditi dei confettieri genovesi. Lo stampo inciso con l'impresa araldica dello "scovino", caro al Moro, ne impreziosisce la forma.
mwajsIngredienti:
Pasta frolla: Farina di grano, burro, zucchero, uova, aromi.
Ripieno: riso e latte, pinoli, mandorle, cedro candito, farina di mandorle, acqua di rose.

Musei

All'interno del mwakaCastello Sforzesco sono presenti i seguenti Musei:

• mwakuPinacoteca Casimiro Ottone (Pinacoteca Civica)
• La Leonardiana (museo aperto da maggio 2016 e dedicato all'opera di Leonardo da Vinci)cite-ref-30[30].

Archivio Storico "Merula"

Presso le sale dell'ex-orfanotrofio "Merula", in via Merula, 40, si trova il Museo dell'Imprenditoria vigevanese. L'intero nucleo dei Musei Civici è stato dedicato a Luigi Barni (1º ottobre 1877 – 28 maggio 1952), uomo di grande lungimiranza e fervente passione che contribuì significativamente alla nascita e alla crescita delle collezioni d'arte esposte.

Cinema

A Vigevano è ambientato ed è stato girato il film mwalimwalmIl maestro di Vigevano, diretto da mwalqElio Petri nel 1963, interpretato da mwaluAlberto Sordi e direttamente tratto dal mwalyromanzo omonimo di mwalcLucio Mastronardi.

Geografia antropica

Urbanistica

Il centro storico della città ha una pianta a semicerchio con via Rocca Vecchia a fare da diametro e il sistema di Corso Garibaldi-Cavour da arco, quest'ultimo costruito lungo il confine delle antiche mura. Le due principali piazze del centro, Ducale e Sant'Ambrogio, sono collegate dalla breve via Roma, sede di negozi e bar. Dal centro storico i principali assi viari che si dipanano sono quello di corso Novara verso nord, di corso Pavia verso sud-est e di corso Milano verso nord-est, in corrispondenza delle antiche porte. Le altre due principali arterie cittadine rivolte rispettivamente a sud-ovest e sud, corso Torino e corso Genova, hanno inizio da Piazza Volta, uno dei principali snodi viari di Vigevano situato di fronte a Palazzo Sanseverino. Ne risulta quindi una città costruita a raggiera, in maniera non dissimile da Milano e altre importanti città del nord. L'intero capoluogo lomellino è cinto da un anello di circonvallazione concluso nel 2012 con l'apertura del tratto da corso Milano a corso La Malfa, a nord.

La struttura del centro storico è fortemente medievale, ricca di viottoli e piazzette. Tra queste spicca Piazza Martiri della Liberazione, sulla quale si affaccia l'auditorium San Dionigi. Tra le vie più frequentate in virtù delle attività commerciali presenti risaltano Corso Vittorio Emanuele II, Via XX Settembre, Corso della Repubblica e Via del Popolo, quest'ultima ricca di palazzi risalenti al XVIII e XIX secolo, in buono stato di conservazione. La forte presenza di una comunità straniera, soprattutto di origine araba, ha permesso di creare uno dei quartieri vigevanesi più peculiari, spartito tra le vie Mulini, Costa e Riberia, nel settore meridionale del centro storico. Ricca di negozi tipici quali macellerie e kebabberie, oltre a sartorie e panetterie, l'ampia zona permette alla città ducale di offrire un panorama antropico unico nella Provincia di Pavia.

Le contrade e il Palio

In occasione del mwamiPalio mwammdelle mwamqContrade, organizzato ogni anno dall'Associazione mwamuSforzinda, presso il Castello si sfidano con quattro giochi popolari dodici contrade (di cui tre di recente istituzione) che riprendono le originarie contrade quattrocentesche:

1. mwamgCastello: contrada del Duca, padrone dei giochi, rappresenta i mestieri di notai e scrivani. (Sant'Ambrogio - Duomo)
2. mwamoCosta: contrada dei fabbri e maniscalchi con sede nel convento di San Pietro Martire. (San Cristoforo in San Pietro Martire)
3. mwamwStrata: contrada di contadini e agricoltori con sede nella chiesa di Santa Cecilia (Chiesa del Sacro Cuore).
4. mwam4Mercanti: contrada dei mercanti della città. (San Francesco)
5. mwanaSan Crispino e San Crispiniano: contrada dei ciabattini e calzolai della città che venivano anticamente riuniti in corporazioni. (Gesù Divin Lavoratore)
6. mwaniCicerino: contrada situata presso l'antica Porta Cicerino da cui il nome e presieduta dalla corporazione dei panettieri. (Beata Vergine Addolorata)
7. mwanqSan Martino: contrada degli scalpellini e muratori, corrispondente al borgo di San Martino, fuori le mura, contraddistinto da acquitrini e paludi. (Beata Vergine Immacolata)
8. mwanyGriona: contrada presieduta dai guardiani delle acque, preziosissime un tempo nella Lomellina per la coltivazione del riso. (S. Maria di Fátima)
9. mwangValle: contrada che rappresenta lanaioli e battilana, comprende i feudi rurali esterni alla città. (Santi Giovanni e Pio)
10. mwanoPredalata: contrada dei cercatori d'oro e orafi, situata presso l'antica Porta Predalata. (Cuore Immacolato di Maria - Madonna Pellegrina)
11. mwanwContado: contrada situata presso Santa Maria delli pesci e presieduta dai pescatori della città. (Cristo Re)
12. mwan4Bronzone: contrada degli arazzieri, tintori e pettinatori della seta, situata presso la porta detta «Il Bronzone» (al confine con la Rocca Vecchia) era presieduta dall'Ospedale dei Pellegrini. (San Giuseppe)

Frazioni

• Piccolini: in prossimità della frazione trova spazio un ampio Istituto Penitenziario. Dal 1993 al 2014 con la denominazione di mwaocCasa mwaogCircondariale, dal 2014 a oggi mwaokCasa mwaoodi mwaosReclusione. L'istituto si articola in due reparti, uno maschile e l'altro femminile. Fino al 2014 era dotato dei circuiti di alta e media sicurezza e protetti; dal 2014 è presente una sola sezione di alta sicurezza, al reparto femminile.cite-ref-31[31]
• mwapeBuccella
• Fogliano Superiore
• Fogliano Inferiore
• Morsella
• mwapySforzesca

Economia

Vigevano è da secoli uno dei poli di riferimento per quanto riguarda la manifattura lombarda e italiana: fu mwapkLudovico il Moro a introdurre nel capoluogo lomellino l'industria della mwaposetacite-ref-32[32], che accanto alla già consolidata tradizione laniera contribuirà ad assegnare una fisionomia ben definita a uno dei principali centri industriali dell'mwap8Italia settentrionale.

Il settore più importante dell'economia vigevanese è tuttavia quello mwaqecalzaturiero, con produzione di scarpe, accessori, materiali e macchine per calzature. Già attiva nella seconda metà del XIX secolo, la manifattura calzaturiera cominciò ad affermarsi durante la mwaqiprima guerra mondiale, per raggiungere l'apice durante gli anni cinquanta, in contemporanea all'esportazione di decine di milioni di scarpe in Italia e all'estero che permisero a Vigevano di guadagnarsi il titolo di mwaqmcapitale della calzaturacite-ref-33[33].

Nei decenni successivi, in particolare a partire dagli anni '70, con il progressivo spostamento della produzione verso i paesi in via di sviluppo e una forte concorrenza interna ebbe inizio una crisi sempre più profonda del settore. Nonostante ciò la città e i comuni limitrofi costituiscono ancora oggi uno dei riferimenti per l'industria calzaturiera italiana, grazie anche a una specializzazione nel meccano-calzaturiero che ha portato Vigevano a essere leader mondiale nella produzione di macchinari per calzature.cite-ref-34[34]

L'agricoltura è principalmente incentrata sulla produzione del mwaq4riso, vista l'ampia diffusione delle risaie in mwaq8Lomellina. È inoltre da segnalare che la vicina mwaraCassolnovo è indicata come probabile sede della prima risaia italiana.cite-ref-35[35]

Dal 1961 al 1984 ha operato a Vigevano la fabbrica di televisori mwaryMäkelä.

Dagli inizi del 2010 fino ad oggi, Vigevano risulta tra le città più povere della Lombardia, con un PIL pro capite di circa mwarg19 800 eurocite-ref-36[36] e la disoccupazione sempre presente. Si stima che circa il 40% della popolazione sia a rischio povertà causata da stipendi troppo inferiori alla media e prezzi troppo elevati per lo standard di vita della cittàcite-ref-37[37]. Il 45% della popolazione lavora fuori città.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Il comune è attraversato dalla mwasgstrada statale 494 Vigevanese, alla quale dà il nome; la strada, passando per Vigevano, collega Milano ad mwaskAlessandria. I caselli autostradali più vicini sono quelli di mwasoBereguardo-Pavia Nord e di Gropello Cairoli-Pavia Sud, entrambi situati sulla mwassA7 Milano-Genova.

Ferrovie e tranvie

La mwas4stazione di Vigevano, posta lungo la mwas8ferrovia Milano-Mortara, è servita da treni regionali svolti da mwataTrenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la mwateRegione Lombardia, in servizio tra le stazioni di mwatiMortara e Milano Rogoredo, con alcune coppie di corse prolungate su mwatqAlessandria; non vi sono invece treni da e per mwatuPavia, costituendo un singolare caso in cui i due comuni più popolosi e importanti di una provincia non sono dotati di un collegamento ferroviario diretto.

Nel centro cittadino sorgeva, fra il 1884 e il 1934, un impianto a servizio della mwatctranvia Novara-Vigevano-Ottobiano.

Mobilità urbana

Il trasporto pubblico cittadino è svolto mediante autolinee urbane e interurbane esercite rispettivamente dalle società mwatoLINE S.p.A. e mwatsAutoguidovie S.p.A.cite-ref-38[38]

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 29 aprile 1945 | 3 maggio 1946 | Francesco Garbarino | PSI | Sindaco | |
| 3 maggio 1946 | maggio 1950 | Attilio Bonomi | PCI - PSI | Sindaco | |
| maggio 1950 | | Paolo Morselli | | Sindaco | |
| | 1953 | Ernesto Boselli | | Sindaco | |
| 1953 | 1957 | Francesco Soliano | | Sindaco | |
| 23 dicembre 1957 | 1960 | Pietro Piazza | PSI | Sindaco | |
| 29 dicembre 1960 | 22 novembre 1964 | Corasmino Maretti | PSI | Sindaco | |
| 26 gennaio 1965 | 1965 | Franco Pozzi | PCI | Sindaco | |
| 1965 | febbraio 1966 | Francesco Mognaschi | | Comm. pref. | |
| 4 febbraio 1966 | 29 aprile 1968 | Gastone Veronese | PSI | Sindaco | |
| 16 luglio 1968 | 17 novembre 1968 | Mario Zaccone | | Giunta tecnica | |
| 17 novembre 1968 | 1969 | Ermanno Nobile | PCI | Sindaco | |
| 1969 | 1975 | Franco Pozzi | PCI | Sindaco | |
| 1975 | 1980 | Luigi Bertone | PCI | Sindaco | |
| 1980 | 1985 | Carlo Santagostino | PCI | Sindaco | |
| 1985 | 1987 | Damiano Nigro | DC | Sindaco | |
| 1987 | 1989 | Lucia Rossi | DC | Sindaco | |
| 1989 | 1990 | Rosario Riccio Mandoliti | PSI | Sindaco | |
| 1990 | 1993 | Lucia Rossi | DC | Sindaco | |
| 21 giugno 1993 | 1996 | Giuseppe Rubini | Lega Nord | Sindaco | |
| 1996 | 2000 | Valerio Bonecchi | L'Ulivo | Sindaco | |
| 16 aprile 2000 | 28 marzo 2010 | Ambrogio Cotta Ramusino | Forza Italia | Sindaco | |
| 12 aprile 2010 | 22 settembre 2020 | Andrea Sala | Lega Nord | Sindaco | |
| 22 settembre 2020 | Sospeso [ 39 ] | Andrea Ceffa | Lega | Sindaco | [ 40 ] [ 41 ] |

Gemellaggi

• mwaviFicarracite-ref-42[42]
• mwavkMateracite-ref-43[43]

Sport

Calcio

Ha sede nel comune la società mwawmVigevano Calcio 1921, che raggiunse il suo culmine con il campionato nazionale di mwawqSerie B.

Basket

La società mwawkNuova Pallacanestro Vigevano 1955, come massimo risultato ha raggiunto il campinato di mwawoSerie A2

Triathlon

A Vigevano ha sede l'Associazione Sportiva Dilettantistica Junior Club Triathlon Vigevano, fondata nel 2006.

Hockey su prato

Ha sede a Vigevano la squadra mwaxmSocietà Hockey Paolo Bonomi che ha vinto due scudetti e tre coppe italia.

Podismo

Si svolge nel comune la gara podistica internazionale denominata "Scarpa d'Oro". È una corsa di mezzofondo, su strada, il percorso, di circa 8mwaxg km, si snoda tra le vie storiche della città con arrivo nella Piazza Ducale. Dal 2006 la corsa ha ottenuto la denominazione di Half Marathon.

Note

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Bibliografia

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Approfondimenti

• mwbmk(LA) Statuta civilia et criminalia civitatis et comitatus Viglevani, Milano, Giacomo Maria Meda, 1608.

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Collegamenti esterni

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• citereftreccani-itVigevano, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itVigèvano, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Vigevano, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereflombardiabeniculturaliVigevano, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
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